Il dazio più malefico è quello derivante dal potere tossico che inquina le relazioni, complica i problemi, esalta la contrapposizione, erige barriere e non prospetta un mondo migliore.
Quelli introdotti dal governo americano fanno parte di una strategia aggressiva destinata a ridisegnare il mondo come neanche lo immaginiamo.
C’è solo da sperare che, per eterogenesi dei fini, il futuro riequilibrio geopolitico non sia quello corrispondente alle intenzioni dei politici avventati che vogliono sovvertire i capisaldi della democrazia, dello stato di diritto e della cooperazione internazionale. La ricchezza promessa tramite le imposte doganali rivela stupidità e fallacia.
Dovranno fare i conti con reazioni e controreazioni non predeterminabili né governabili a tavolino. A cominciare da quelle dell’Unione europea e delle forze politiche/governi che la accusano di non fare quello che loro stessi le impediscono di fare con l’ostruzionismo, i sistematici attacchi e l’ormai anacronistico “diritto di veto”.
Come reagiranno i cittadini dei paesi sotto attacco dei dazi, governati da politici che si dichiarano d’accordo con chi minaccia i loro (nostri) interessi?
La campana della storia suona per l’Europa e per ciascun Paese che ne fa parte. Ma anche per tutte le forze politiche e sociali consapevoli delle implicazioni connesse alla guerra commerciale scatenata dal governo americano.
A maggior ragione risulta preziosa la saggezza del Presidente Mattarella, che “invita” la Ue a dare una risposta compatta, serena, determinata ai dazi di Trump, che puzzano perfino di illegalità. La Cina ha presentato ricorso all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) accusando gli Stati Uniti di violare le regole condivise di questa importantissima istituzione internazionale. Parlare di “dazi reciproci” è semplicemente assurdo. Non si crea, produce ed esporta per decreto.
Il mondo non aveva bisogno di sentirsi minacciato da chi parla a vanvera di pace e propone di destinare il 5% del Pil alla spesa militare, per conto di un Capitalismo aggressivo che non accetta regole e vuole imporre le sue agli altri. Interrompendo una storia di relativo successo incentrata sul binomio democrazia e libertà, economia di mercato con diritti e welfare per i lavoratori, aperta al futuro con un modello di sviluppo sostenibile a beneficio di tutti.
Con la guerra dei dazi, preceduta da atti e “ordini esecutivi” che annientano la dignità umana, siamo rientrati nel tempo triste del potere tossico che vira dove più gli conviene. Senza altro scopo che la conservazione del potere stesso. Senza altra morale che la forza.
Anziché seguire la via maestra di un nuovo umanesimo in grado di orientare l’economia e socializzare/civilizzare il lavoro, anche attraverso la cooperazione internazionale regolata e amichevole, si preferisce coltivare la pericolosa illusione di un mondo appeso agli “ordini esecutivi” di uno.
Il mix di ignoranza, tracotanza ed esultanza propagandistica contrasta con la reazione “violenta” dei mercati finanziari, l’apprensione delle banche centrali, la preoccupazione diffusa delle imprese, delle università e dello stesso mondo finanziario che, in un modo o nell’altro, bocciano la manovra in atto.
Secondo la teoria del caos il mondo non segue un modello preciso e prevedibile. Ma un conto è starci dentro con cultura di governo e di pacifica cooperazione, altra cosa è scatenare guerre commerciali con la volontà di lucrare vantaggi facendoli passare per “storici” risarcimenti, conditi da volgari e menzognere accuse.
Perfino l’amministratore delegato della più grande società di gestione del risparmio al mondo (che include numerosi fondi pensione), Larry Fink, si pone il problema di come “Democratizzare gli investimenti per creare benessere alla luce del fatto, che, parole sue, “il capitalismo ha funzionato, ma non per un numero sufficiente di persone”. Un capitalismo quindi che va “ “riformato” dall’interno e, per quanto possibile, dalla Politica, per non esserne succube, ma con misure, medicine e progettualità diverse da quelle che vogliono propinarci i miliardari che comandano da Washington.
Molti autorevoli analisti indipendenti sostengono che questi dazi creeranno problemi agli stessi americani e mineranno la credibilità di chi li ha concepiti e imposti.
A che pro, allora? Andare alla ricerca di risposte logiche con simili personaggi è tempo perso. Di politico, nel senso nobile della parola, non c’è nulla.
Fanno solo i “loro” interessi. Ciò che di volta in volta conviene. Sovranisti ma con la pretesa di invadere il mondo con le loro multinazionali, senza rispettare i nostri standard di legalità e qualità della vita, i diritti dei lavoratori, dei consumatori e dei cittadini in quanto tali, ai quali si deve una informazione non manipolata da soggetti che, anziché essere controllati, diventano controllori e usurpatori di dati personali sensibili.
A noi europei, italiani in primis, vogliono rubarci con la forza il futuro incardinato nella memoria di quanti credettero fino al sacrificio della propria vita in un mondo di pace di lavoro e benessere.
Assieme ai nostri partigiani e agli antifascisti c’erano anche tanti giovani soldati afro ed euro-americani che riposano nei nostri cimiteri, ai quali va la nostra eterna gratitudine. L’umanità è una. Non credo sia esagerato sostenere che il loro lascito è più attuale che mai, come i valori autentici che non subiscono l’usura del tempo ma nel tempo scrivono la storia.
G.G.

Giovanni Gazzo
Author: Giovanni Gazzo

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