Pasqua senza pace è un controsenso. Che segue la Domenica delle Palme macchiata di sangue in Ucraina e le inumane sofferenze della popolazione di Gaza.
Dappertutto ci sono guerre che puzzano di potere marcio e denaro sporco.
La maligna alleanza sulla quale si reggono i regimi autoritari che pretendono di “gestire” anche le guerre con la logica degli affari e della spartizione.
Quella “commerciale” rientra in questa filosofia del potere. Nessuno può dire come finirà, ma si può affermare, senza tema di smentita, che oggi l’America non è governata democraticamente e sta tentando di esportare un modello di sovranismo illiberale chiaramente incompatibile con la sua stessa Costituzione, sicuramente con la nostra e con la Carta dei diritti fondamentali della UE.
Ne è consapevole la nostra Presidente del consiglio? A mio parere sì, ma ciò nonostante opera più in sintonia politica con Trump che con il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 25 Aprile sarà a Genova per celebrare l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Per indicare la strada, infondere fiducia e speranza. Per richiamarci all’impegno e alla partecipazione.
L’Europa è sotto minaccia, l’Italia ne fa parte, non è una entità terza. Si sta creando volutamente una gran confusione per distogliere l’attenzione dai problemi reali e di contenuto.
Dai tecno capitalisti, che pretendono di dettare legge, occorre difendersi per la semplice ragione che loro stessi dicono di non aver più bisogno della democrazia e remano contro.
La posta in gioco è altissima, per noi e per le future generazioni. Siamo chiamati a difendere un patrimonio di conquiste concrete che, nonostante tutto, produce risultati migliori di chi ci accusa con affermazioni campate in aria. I fatti certificati contano. Essere potenza militare non equivale automaticamente ad esserlo dal punto di vista sociale e civile.
I cittadini europei vivono mediamente 3 anni in più dei cittadini americani. Noi italiani 5. Miracolo? No. Effetto di norme volute dalla UE per tutelare Salute, Lavoro e Libertà. Imperfette e da migliorare, ma pur sempre migliori di quelle americane Altro che burocrazia, quanto meno in questo caso.
Osano accusare l’Europa di non rispettare la libertà perché non sopportano le regole e i limiti che la rendono virtuosa in connessione con i diritti delle persone, senza i quali non esiste democrazia. Sacrificata sull’altare di un efficientismo senza anima che capovolge il rapporto tra l’umano e gli strumenti che “crea”.
Nella “loro” antistorica interpretazione, chi vince le elezioni assume pieni poteri e sottomette perfino la Magistratura. Questa è la strada che si vuole seguire, anche in Italia, con il premierato e con misure che vanno nella direzione di questo progetto politico.
Si torna a criminalizzare il dissenso anche attraverso una interpretazione autoritaria della sicurezza secondo la quale la protesta, anche a difesa del lavoro, viene assimilata al reato.
Il Decreto sicurezza appena entrato in vigore solleva non poche preoccupazioni anche dal punto di vista dei lavoratori e della libertà sindacale.
Meloni piace tanto a Trump per condivisione politica, peraltro dichiarata. Il timore che si presti a demolire la prospettiva dell’Europa unita e sovrana, è fondato. Ambiguità e incertezza non possono durare a lungo. Dimostri di volere il bene dell’Italia sposando un’idea di Patria intimamente connessa alla Liberazione e alla Costituzione, diversa da quella falsa, violenta e ingloriosa del fascismo.
La democrazia va presa e difesa sul serio. Curata, insegnata, discussa, approfondita, migliorata e difesa. Anche in economia e nel bilanciamento virtuoso tra diritti e doveri. Tutti ne siamo responsabili. E, soprattutto, va praticata.
A cominciare dal lavoro, di cui il governo si occupa e preoccupa in modo sbagliato e tale da incoraggiare il lavoro irregolare e sottopagato, largamente presente nelle filiere produttive, nei sistemi di appalto e subappalto. Temi che rientrano nei 4 Referendum sul lavoro dell’8-9 giugno (il 5° riguarda la cittadinanza.) Sono più attuali che mai, altro che storie.
Secondo lo European Workforce Study 2025 di Great Place to Work, l’Italia è la peggiore d’Europa per capacità di trattenere i lavoratori a causa principalmente di “stipendi bassi e manager incapaci”. Per scarso coinvolgimento, poca formazione e partecipazione, indisponibilità a farsi carico della conciliazione tra lavoro e vita. Ce n’è abbastanza per sentirsi impegnati e pienamente coinvolti.
Tra pochi giorni sarà Festa e ottantesimo anniversario della Liberazione. I giovani devono sapere e capire da cosa si liberò l’Italia il 25 Aprile del 1945, per interiorizzare e fare proprio il significato autentico della libertà abbinata alla responsabilità, al pluralismo delle idee, alla convivenza pacifica. Omologare significa reprimere. Il pensiero unico è il problema, non è la soluzione. La libertà non ha prezzo.
Oggi è minacciata con tecniche, tattiche, strumenti, alleanze e strategie nuove la disinformazione sistematica e anche criminogena.
L’esatto opposto della democrazia con diritti di cittadinanza che appartengono alle persone, non a chi governa. Chi li calpesta fa abuso di potere, viola la legge, tradisce la funzione. La violenza ha diverse facce.
A Trump e ai suoi interessati sostenitori non piacciono le nostre regole: il Digital Service Act operativo da agosto 2023; il Digital Market Act in vigore da maggio 2023 per contrastare gli abusi di posizione dominante e promuovere la concorrenza sui mercati digitali, la riduzione fitofarmaci e dei pesticidi in Agricoltura, il divieto di ormoni per la crescita accelerata degli animali, pericolosi per la salute.
Ursula von der Leyen ha detto a chiare lettere che non se ne parla nemmeno di rimettere in discussione le due norme.
Siamo al bivio. Bisogna fare in modo che tutti i giorni siano giornate della memoria e di liberazione.
La bussola ce l’abbiamo e dobbiamo tenercela stretta: Mattarella, Trump, ma di cosa stiamo parlando? Buona Pasqua a tutti
G.G.

Giovanni Gazzo
Author: Giovanni Gazzo

Giovanni Gazzo

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