Si fa presto a dire “formazione”: la si invoca, la si propone come panacea di tutti i mali ma la si pratica poco, anzi pochissimo se analizziamo i dati. A non formarsi il rischio di rimanere indietro, di perdere il posto di lavoro, di faticare a ricercarlo è molto alto. E molte aziende sembrano guardare il loro orticello di breve periodo perdendo di vista gli obiettivi di lungo. I dati Inapp, Excelsior, Unioncamere, Eurostat elaborati da Enzima12 ci restituiscono un paese indietro sia per la formazione degli adulti che per la formazione dei più giovani. Che fare? si può continuare a sostenere che la formazione è importante e continuare a rilevare questi risultati? L’autore, dopo aver riassunto una impietosa analisi dei dati statistici, propone un decalogo per invertire il trend. E come sempre, quando si vuole essere efficaci, è necessario intervenire energicamente con proposte anche provocatorie…ma neppure tanto.

leggi l’articolo pubblicato sul blog pro labour de “il fatto quotidiano”

Michele Tamburrelli

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