La Presidente Meloni vota contro e il Ministro degli esteri Tajani a favore della rielezione di Ursula Von der Leyen alla Presidenza della Commissione Europea.
Non si può stare nello stesso governo se non si condivide la politica estera e non c’è nulla di più importante dei rapporti tra l’Italia e l’Unione di cui fa parte a pieno titolo.
Che credibilità politica e visione di società può mai esprimere un governo che racchiude in sè una simile contraddizione?
Non dovrebbero stare nello stesso governo, invece ci stanno tranquillamente, come se si trattasse di “affari” risolvibili tra persone e partiti, non già dell’Italia e dei cittadini italiani.
L’Europa comunque regge, nonostante i patrioti immaginari Meloni e Salvini si siano messi di traverso.
Lei mercanteggiando fino all’ultimo senza assumersi la responsabilità (altro che coraggio e coerenza) di dichiarare in anticipo la propria posizione.
Lui alleandosi con gli estremisti più pericolosi che ci sono in Europa, i quali negano i suoi valori fondanti, che sono il naturale prolungamento di quelli presenti nella Costituzione italiana, la quale prevede trattati e istituzioni sovranazionali, nel superiore interesse del Paese, non di questa o quella forza politica.
Per questo basilare principio/scopo, come ricorda spesso il Presidente Mattarella, la sovranità europea ha senso e va rafforzata nell’interesse di tutti e di ciascun Paese aderente all’Unione.
Con particolare riferimento alle questioni strategiche che incidono sul modello di sviluppo e sulle future generazioni, come la questione ambientale legata a quella energetica ed entrambe all’economia circolare e di scopo in funzione della sostenibilità sociale, senza la quale i conti non tornano.
Al dunque la Presidente del Consiglio ha dimostrato di privilegiare l’interesse di partito e le sue ambizioni politiche a scapito dell’Italia, che, nello scenario europeo, doveva stare con la sua storia e il suo futuro.
Non in astratto, ma a partire dalla più coraggiosa gestione dei problemi e delle crisi presenti, come quella dell’ambiente che riassume tutte le altre e richiede assunzione di responsabilità piuttosto che appiattimento sulle posizioni di quanti la negano o vi si oppongono demagogicamente.
I partiti di governo sono andati per conto loro con motivazioni improvvisate che rendono ancor più vulnerabile un Paese come il nostro, con quasi 3mila miliardi di debito pubblico.
Giorgia Meloni, che voleva essere determinante, è risultata irrilevante.
Ha associato l’Italia alle forze politiche che fanno di tutto per demolire la prospettiva di una Europa politicamente unita attorno al valore irrinunciabile di democrazia sostanziale che non riguarda solo i governi che si alternano alla guida dei rispettivi paesi ma anche e soprattutto i diritti dei cittadini, delle persone e dei lavoratori.
Diritti personali, sociali e civili e Stato di diritto che “esige che ogni persona goda di pari protezione ai sensi della legge e impedisce l’uso arbitrario del potere da parte dei governi”.
Non come la concepiscono i politici alla Orban, che scambiano la sovranità popolare con il potere incontrollato che la tramuta in obbrobriosa (in quanto inesistente e ingannevole) “democrazia illiberale”.
Il sovranismo a uso e consumo di questo potere tossico e intrinsecamente antidemocratico è il fascismo non dichiarato ma praticato del nostro tempo, che annichilisce il concetto di cittadinanza tramutandolo in sudditanza e sottomissione dei cittadini.
Non c’è democrazia senza libertà e diritti, anche e soprattutto nel lavoro.
Non c’è democrazia se l’economia non è regolata e la parità di genere rimane lettera morta.
Non c’è democrazia se non si valorizzano i giovani e i loro studi.
Non c’è democrazia senza giustizia fiscale.
Troppo comodo scaricare sull’Europa le nostre colossali inadempienze, la corruzione e lo sperpero di denaro pubblico, la sanità che non funziona per favorire i privati, lo sfruttamento, il lavoro precario e gli interminabili infortuni mortali derivanti dalla non volontà di aggredire le cause.
L’Unione europea non può sostituirsi agli stati e spesso deve subire il loro ostruzionismo o la dichiarata opposizione di governi/paesi che ne fanno parte.
Sarà questo il destino dell’Italia nei prossimi 5 anni?
Personalmente mi auguro di no e spero (la speranza non muore mai) che la nostra Presidente del Consiglio si emancipi dal suo passato e dalle cattive compagnie, anche di governo, che danneggiano l’Italia.
Gli autori del Manifesto di Ventotene -gli antifascisti italiani Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni-, che idealmente ci guardano dall’alto, hanno tirato un bel Sospiro di Sollievo, dopo le elezioni europee e quelle francesi, con l’aggiunta di quelle inglesi che hanno punito drasticamente i sovranisti responsabili della brexit.
Quella presente non sarà la migliore Europa possibile ma, sia pure faticosamente, va nella direzione prefigurata dai suoi padri.
Ci va in seguito al voto di 190 milioni di cittadini, dal quale sono scaturite le alleanze e gli inevitabili compromessi che intanto hanno realizzato la rielezione di Ursula Von der Leyen come Presidente della Commissione, Roberta Metsola Presidente del Parlamento e designato Kaja Kallas come alto responsabile della politica estera.
Non basta e bisogna esserne consapevoli.
Ma ci sono momenti nella storia in cui anche un risultato non esaltante, ascrivibile alla logica del meno peggio, in realtà dimostra che attorno ai valori fondanti della libertà e della democrazia la maggioranza dei cittadini risponde e si ritrova.
Di questo spirito c’è bisogno, con questo spirito bisogna affrontare le prossime sfide, sia in Italia che in Europa.
Servono visione e coerenza.
La democrazia non gode di ottima salute, ma non la si può amare solo quando si vince e demonizzare quando si perde o non si riescono a realizzare alleanze vincenti.
Inaccettabile la demonizzazione del Green Deal e degli ecologisti definiti “ecoterroristi”, perseguitati e repressi con apposite misure che prevedono anche il carcere (legge 22 gennaio 2024, n.6), con la scusa di proteggere i monumenti e di cui c’è solo da vergognarsi, come dimostrano le proteste relative del rappresentante ONU.
Cos’hanno di mostruoso le persone che lottano in prima persona per il risanamento ambientale?
Non è facile per nessun governo di sinistra o di destra affrontare i problemi epocali del nostro tempo e, purtuttavia, il patrimonio morale costituito dalla memoria dovrebbe aiutare a costruire ponti anziché steccati, a rimanere umani anche nelle situazioni più difficili e dolorose.
Inventarsi nemici all’interno e all’esterno è l’esatto opposto di cui abbiamo bisogno.
Così come inventare problemi che non esistono per sviare l’attenzione da quelli gravi e reali che invocano risposte.
In questo consiste il nostro essere malmessi.
Nelle mani di tre partiti che non fanno un (buon) governo.
Meno retorica, più lavoro e stipendi dignitosi, welfare usufruibile e istituzioni amichevoli.
G.G.

Giovanni Gazzo
Author: Giovanni Gazzo

Giovanni Gazzo

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