Realizzare un “giusto profitto” è accettabile.
Ciò che non è accettabile è rassegnarsi ad un modello di società che permette la coesistenza di una minoranza di privilegiati pari al 10% che detiene l’85% della ricchezza mondiale (di cui un esiguo numero, l’1%, di “super ricchi” ne possiede il 50 %), mentre un restante 90% deve spartirsi il residuo 15%.
E’ uno squilibrio insopportabile che, se non governato, non può che autoriprodursi ed autoalimentarsi. Perchè chi ha disponibilità economica può investire e produrre ulteriori profitti, mentre chi ha capacità economica ridotta e può solo sopravvivere, è costretto ad adattarsi ad un ulteriore progressivo ed inesorabile impoverimento.
La campagna “Tax The Rich” è una delle iniziative possibili per correggere questa distorsione.
Naturalmente non basta, ma può contribuire a generare risorse per una più equa redistribuzione della ricchezza e per un allargamento delle opportunità.
Perfino alcuni degli stessi appartenenti alla parte più fortunata, capiscono che un disequilibrio senza limiti e senza fine non può che portare verso orizzonti oscuri ed hanno dato già il proprio appoggio alla campagna.
Anche il nostro Blog sostiene convintamente questa petizione europea ed invita i nostri amici e lettori a fare altrettanto.
Clicca qui per accedere alla pagina dell’iniziativa e per sottoscrivere la petizione
